04 aprile 2006
Di solito è documentato
Oggi nel più importante articolo del primo quotidiano italiano, Gian Antonio Stella critica la proposta del Cav commettendo un errore clamoroso:
«Avevano voglia, i critici, a spiegare che si tratta di 9.941.000.000 (novemiliardinovecentoquarantuno!) euro dei quali oltre due terzi, per almeno sei miliardi e mezzo, riscossi sulla prima casa».
Letto bene? «Almeno sei miliardi e mezzo» di euro! In realtà il gettito Ici sulla prima casa è pari a due terzi del gettito Ici prodotto da tutte le case. Il quale è però una quota minoritaria di quei dieci miliardi di euro, che rappresentano l'intero gettito dell'imposta. Di quei dieci miliardi, infatti, 6,7 provengono dalla tassazione degli immobili commerciali e industriali. Dei restanti 3,3 miliardi di euro, un miliardo di euro è prodotto dal gettito sulle seconde case e solo 2,3 miliardi provengono dalla tassazione delle abitazioni principali. Insomma, Stella era convinto che il gettito Ici provenisse unicamente dalla tassazione delle abitazioni. Non sapeva che l'imposta colpisce anche gli stabili industriali e commerciali. A conti fatti, la proposta di Berlusconi riguarda quindi meno di un quarto dell'intero gettito Ici, non «oltre due terzi». (Via F.Carioti)
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Secondo me si è lasciato tradire dalla fretta: aveva poco tempo e non ha controllato abbastanza. Poi doveva pur seguire la linea editoriale...
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