05 maggio 2007
Muri imbrattati? No, grazie!
Potremmo sopportare che qualcuno scarabocchiasse con lo spray rosso sul muro del nostro salotto? Oppure che una dichiarazione d’amore per una fantomatica ragazza giganteggi sulla parete della nostra stanza da letto? Ovviamente no. Eppure il nostro occhio si è abituato da troppi anni a vedere un numero spropositato di graffiti metropolitani su (quasi) ogni strada della città. Messaggi politici, accuse deliranti, storture del tifo calcistico, oppure disegni abbozzati o sigle incomprensibili: a Milano il mezzo di comunicazione privilegiato dell’inciviltà è il muro.
Il bisogno di trasgredire le regole del vivere comune e la necessità di far sentire a tutti i costi la propria voce prevalgono sul rispetto di ciò che è di tutti (ma fatalmente diventa di nessuno). Una città “bella da vivere” non ha solo monumenti storici, piazze confortevoli, parchi accoglienti: deve essere pulita! Un graffito particolarmente complesso può diventare opera d’arte, se inserito in uno spazio adatto a questo genere di rappresentazioni. Lo scarabocchio sul muro di casa appena dipinto no.
Per questo bisogna moltiplicare gli sforzi, denunciare tutti i muri dei palazzi insozzati, convincere gli amministratori di condominio a far cancellare le scritte, e non rassegnarsi nel caso di scritte recidive. Non è una battaglia persa in partenza: le istituzioni della città lo hanno capito, ma hanno bisogno dell’aiuto di tutti i milanesi. Il 30 settembre scorso l’iniziativa “I LAV MILAN” ha coinvolto sindaco, assessori e consiglieri comunali, insieme alle squadre dell’Amsa, nella ripulitura di 288 stabili distribuiti sul territorio cittadino; da quel giorno il Comune e l’Amsa hanno inoltre messo a disposizione un servizio gratuito per ripulire fino a 6000 stabili della città, investendo quasi 6 milioni di euro; domenica prossima (6 Maggio) l’iniziativa “Pulimilano” coinvolgerà Piazza Leonardo da Vinci in una dimostrazione del servizio Pulitura Graffiti.
Gli scarabocchi sono tanti, e la Milano che sognamo non ne ha nemmeno uno: perché non cominciare a segnalare e cancellare quelli del nostro palazzo, dalla nostra via, del nostro quartiere?
Il bisogno di trasgredire le regole del vivere comune e la necessità di far sentire a tutti i costi la propria voce prevalgono sul rispetto di ciò che è di tutti (ma fatalmente diventa di nessuno). Una città “bella da vivere” non ha solo monumenti storici, piazze confortevoli, parchi accoglienti: deve essere pulita! Un graffito particolarmente complesso può diventare opera d’arte, se inserito in uno spazio adatto a questo genere di rappresentazioni. Lo scarabocchio sul muro di casa appena dipinto no.
Per questo bisogna moltiplicare gli sforzi, denunciare tutti i muri dei palazzi insozzati, convincere gli amministratori di condominio a far cancellare le scritte, e non rassegnarsi nel caso di scritte recidive. Non è una battaglia persa in partenza: le istituzioni della città lo hanno capito, ma hanno bisogno dell’aiuto di tutti i milanesi. Il 30 settembre scorso l’iniziativa “I LAV MILAN” ha coinvolto sindaco, assessori e consiglieri comunali, insieme alle squadre dell’Amsa, nella ripulitura di 288 stabili distribuiti sul territorio cittadino; da quel giorno il Comune e l’Amsa hanno inoltre messo a disposizione un servizio gratuito per ripulire fino a 6000 stabili della città, investendo quasi 6 milioni di euro; domenica prossima (6 Maggio) l’iniziativa “Pulimilano” coinvolgerà Piazza Leonardo da Vinci in una dimostrazione del servizio Pulitura Graffiti.
Gli scarabocchi sono tanti, e la Milano che sognamo non ne ha nemmeno uno: perché non cominciare a segnalare e cancellare quelli del nostro palazzo, dalla nostra via, del nostro quartiere?
(mc per Milano bella da vivere)