20 febbraio 2007
La grandezza di Robi

di Stefano Olivari
Quarant'anni, come tanti altri quarantenni: un'età spaventosa, che come tutte le altre bisogna tenersi. Roberto Baggio è riuscito ad essere un campione ammirato da quasi tutti in uno sport basato principalmente sul tifo, cioé sulla contrapposizione-divisione, piuttosto che sui contenuti. La sua vera grandezza in fin dei conti è stata questa: mai stato intimamente vicentino, fiorentino, juventino, milanista, bolognese, interista o bresciano, ed in fin dei conti neanche tanto italiano anche se deve alla Nazionale il novanta per cento del suo mito. Se a questo uniamo una timidezza pubblica ed una storica ritrosia alle interviste, sia nella buona che nella cattiva sorte, abbiamo l'ex perfetto: l'assenza di virgolettati fa pensare che possa avere qualcosa di importante o intelligente ancora da dire, ed in fondo gioca a suo vantaggio. Il suo nome da qui all'eternità sarà spendibile nelle situazioni più disparate... CONTINUA.
(Indiscreto, La Settimana sportiva)