14 luglio 2006
Tu dov'eri?
Quando tra uno, dieci, oppure vent'anni ci ricorderemo del quarto mondiale vinto dall'Italia- quello di Materazzi e di Grosso, della testata di Zidane e dell'eroica semifinale vinta al 119°- mi torneranno in mente facce, emozioni, attese e attimi che solo lo sport può farti vivere. Allora forse mi starò chiedendo, esattamente come oggi, com'è possibile che gli Dei del Calcio abbiano potuto tracciare un sentiero così tortuoso, romanzesco e incredibile fino all'abbraccio con la coppa più bella che c'è.
Non bisogna sentirsi in colpa se le cose poi non vanno male... "La finale va vista nello stesso posto della semifinale, con le stesse persone": quindi pazienza se alle Piscine Solari di Milano si paga 8 euro per l'aperitivo, le zanzare killer e un posto seduti per terra vicino ad un maxischermo con in sottofondo le irritanti voci di Radio MilanInter. I particolari vanno curati nei dettagli, e allora rieccoci qui, con le trombette dei nostri vicini che suonano già un'ora prima della partita. La partita e il sudore sembrano non voler finire mai quando Grosso calcia nel sette l'ultimo rigore e comincia la festa. Basta. D'ora in poi nessuno potrà dire "Sei dell'84'? Ma dai, non hai nemmeno visto l'Italia vincere i Mondiali!". Ora li ho vinti anch'io, di finali amari ne ho già visti troppi come il povero Pizzul.
Cannavaro alza la Coppa, e qui non si capisce più niente perché siamo nel delirio più assoluto. Fantastico: io che ho sempre odiato Lippi sto abbracciando milanisti e juventini che hanno sempre odiato Materazzi ; può succedere solo una volta ogni 24 anni, quando c'è solo l'azzurro e il tricolore sventola davanti a tutto il mondo.
Già, il tricolore: l'ho comprato a 10 euro al baracchino di Piazza Castello, manco avesse l'asta pregiata in argento. D'altra parte non si può essere campioni del mondo senza un tricolore.
In definitiva chissenefrega. Le strade sono piene di gente festante, ora non ci trattiene più nessuno dalla voglia di esultare, nemmeno quelli che non hanno mai visto una partita di calcio o i camioncini trasportanti napoletani nudi che in Foro Buonaparte mostrano le mutande azzurre con su scritto ITALIA.
Ecco, io il 9 Luglio 2006 io ero lì, per le strade di Milano ad esaltarmi per una Nazionale su cui non avrei mai scommesso prima del mondiale ma che mi ha fatto innamorare partita dopo partita, e adesso mi fa venire i brividi. Siamo campioni del mondo, siamo operai, mediani, difensori che lanciano sempre lungo, attaccanti soli contro tutti, terzini che fanno autoreti, portieri superman e fantasisti senza fantasia. Ma abbiamo vinto. Adesso tutto il resto non conta.