20 luglio 2006
3 giornate a Zidane, 2 a Materazzi
E' questo il verdetto della Fifa, che per la prima volta punisce la "provocazione" di un calciatore basandosi sulle testimonianze del difensore azzurro e del campione francese. Diciamo subito che per noi è una sentenza inconcepibile, perché una testata a palla lontana non può avere soltanto una giornata di squalifica uin più di una provocazione verbale. Da quando esiste il calcio vi sono provocazioni, sberleffi, insulti tra i giocatori: l'agonismo della partita e la tensione sul rettangolo di gioco ne sono le prime cause. Ma la violenza di una testata il petto dell'avversario, per di più commessa in una finale di un Mondiale, è una condotta di gara molto più grave. La Commissione Disciplinare inoltre apre un precedente gravissimo, perché d'ora in poi i giocatori che sputano o colpiscono violentemente un avversario potranno sempre dire "sono stato provocato" con buone possibilità di vedere squalificati anche gli avversari.
La testata di Zizou non è stata un bell'esempio per miliardi di telespettatori che l'hanno vista. Ma questa sentenza è un esempio ben più vergognoso per la credibilità e la giutizia del nostro amato pallone.