24 giugno 2006
Interrogatorio-sacrario
Dal verbale ufficiale dell'interrogatorio del Pm Woodkock a Elisabetta Gregoraci. Il Pm promette alla soubrette che non uscirà niente pur di farla confessare. Fonte: Il Giornale di ieri.
W.: «Ecco. Allora se... dico, allora a me quello che interessa sapere è questo, non è che mi interessa sapere... lei... questi sono atti segreti, perché sono atti di indagine. Non è che io mi voglio fare i fatti suoi (....) A me interessa, però, se lei ha scambiato le sue, diciamo, prestazioni sessuali con l'interessamento di Salvo Sottile. Allora lei mi può anche rispondere, se è la verità (...)
Lei mi può anche dare questa risposta. Per carità, io sono qui per questo, però mi deve dire la verità. Ha capito qual è il problema? Perché, insomma, tra l'altro... voglio dire, questo poi tra l'altro è un atto segreto, segretato, non è che questo è un atto che va... sui rotocalchi».
G.: «Sì, sì, ho capito».
W.: «Ecco. Quindi lei è qua come in un sacrario,in cui le vengono poste delle domande, alle quali deve dare una risposta in termini di verità, cara signorina Gregoraci. Lei non può, voglio dire, dire: "No...", insomma, inventare delle storie. Mi ha capito, signora?».
G.: «Ma lo so, ma io non sto inventando nessuna storia».
W.: «...Allora lei, voglio dire, è mai stata con Salvo Sottile o no?»
G.: «No»
W.: «Ecco. Allora se... dico, allora a me quello che interessa sapere è questo, non è che mi interessa sapere... lei... questi sono atti segreti, perché sono atti di indagine. Non è che io mi voglio fare i fatti suoi (....) A me interessa, però, se lei ha scambiato le sue, diciamo, prestazioni sessuali con l'interessamento di Salvo Sottile. Allora lei mi può anche rispondere, se è la verità (...)
Lei mi può anche dare questa risposta. Per carità, io sono qui per questo, però mi deve dire la verità. Ha capito qual è il problema? Perché, insomma, tra l'altro... voglio dire, questo poi tra l'altro è un atto segreto, segretato, non è che questo è un atto che va... sui rotocalchi».
G.: «Sì, sì, ho capito».
W.: «Ecco. Quindi lei è qua come in un sacrario,in cui le vengono poste delle domande, alle quali deve dare una risposta in termini di verità, cara signorina Gregoraci. Lei non può, voglio dire, dire: "No...", insomma, inventare delle storie. Mi ha capito, signora?».
G.: «Ma lo so, ma io non sto inventando nessuna storia».
W.: «...Allora lei, voglio dire, è mai stata con Salvo Sottile o no?»
G.: «No»