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16 maggio 2005

 

Pirelli/La ristrutturazione

Fonte: vivimilano.it

Ci sono voluti poco più di 1000 giorni per riportare il più prestigioso monumento del dopoguerra milanese non al prima dell’incidente, ma all’idea originaria di Gio Ponti e Pier Luigi Nervi.
Il Pirellone ospiterà tra le 1200 e le 1300 persone. Gli uffici del presidente rimarranno al trentesimo piano, completato dal un salone di «alta rappresentanza». Staff presidenziale anche al ventinovesimo, e i due piani sono collegati da una scenografica scalinata trasparente.
Sopra agli uffici presidenziali, al trentunesimo e ultimo piano, a oltre 120 metri sul livello di Milano, sarà realizzato il «belvedere»: ci sarà un bar ma anche uno spazio per esposizioni aperto al pubblico raggiungibile attraverso un ascensore indipendente. Un luogo dove le vetrate vanno dal pavimento al soffitto e la vista è mozzafiato. Ma anche agli altri piani, il segno vero del palazzo ritornato è la luce: quella che prima del tragico incidente si fermava sui tramezzi e i divisori realizzati nel corso degli anni e che ora sono stati, ove possibile, rimossi.
Al 26° piano, quello del terribile impatto, è stato realizzato un «luogo della memoria» per ricordare l’incidente e le due avvocatesse scomparse. I colori, le pareti mobili con sopraluce, il massiccio uso del vetro e dell’alluminio anodizzato a vista sono quelli concepiti dai progettisti, così come i pavimenti in linoleum e gomma: il «giallo fantastico», tipico del Pirelli originario ma non più disponibile in commercio, è stato ricreato ad hoc, spiegano in Regione, con il coinvolgimento di Giulio Ponti, figlio del progettista.

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