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24 maggio 2005

 

Bosco di Gioia/ Gabanelli su Io Donna

Questo articolo, apparso su Io donna di sabato scorso, rinnova la discussione sul Bosco di gioia e il suo destino.

Nessuno deve costruire nel parco donato
di Milena Gabanelli

A Milano, fra catrame, cemento e traffico, c'è un ettaro di oasi che da più di 50 anni ospita almeno 200 alberi di specie diverse e rare: si chiama "Il Giardino di Gioia". Nel 1964 la proprietaria del Parco, Giuditta Sommaruga faini, lo lascia in eredità all'Ospedale Maggiore di Milano a condizione che <>. E, in effetti, così succede per molti anni. Poi arrivano gli anni della flessibilità morale e nel 1983 il direttore dell'ospedale vende il parco a un'impresa edile. tanto su quel terreno non si può costruire!
Ma gli imprenditori sanno perfettamente che basta saper aspettare. nel 2001, infatti, ecco che quel terreno diventa edificabile. L'ultima tappa è un accordo firmato dal Comune e dalla Regione: dove oggi c'è il bosco sorgerà il nuovo grattacielo del Polo regionale.
A scombinare i piani sono arrivati gli abitanti della zona, che in pochi giorni hano raccolto più di diecimila firme, però il destino del giardino di gioia sembra segnato: il vincolo posto dalla filantropica defunta è decaduto da tempo e nesuno è obbligato a rispettarlo.
Giuditta Sommaruga Faini ha commpiuto un gesto disinteressato, l'ente che ha accettato la sua eredità non ha fatto altrettanto.
La cosa più grave è il tradimento di una promessa: chi è a conoscenza di questa storia, regalerà mai più qualcosa a un Comune o a un Ospedale?

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