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27 aprile 2005

 

S.Siro1/Indiscreto sul dopo-derby

Non siamo fan del copia e incolla, ma per iniziare una riflessione sugli incidenti dell'euro-derby e sulla vivibilità di S.Siro, attacchiamo qui di seguito una parte del pezzo di Stefano Olivari apparso nella sua rubrica Svegliarino sul sito di Indiscreto all'indomani degli incidenti di Inter-milan. Fateci sapere cosa ne pensate sullo stralcio dell'articolo e in generale sul caso-euroderby...

Fonte: www.indiscreto.it
1. Nei leggendari film interpretati da Maurizio Merli la polizia arresta i criminali e la magistratura li rimette in libertà. Deve essere proprio così anche nella realtà, se i trecento lanciatori di San Siro sono, a detta delle forze dell'ordine che hanno filmato le loro gesta e dello stesso questore di Milano Scarpis, 'Ben conosciuti, i soliti facinorosi della curva interista'. Ma per favore, non esibiamoci nel solito pistolotto anti ultras e nemmeno proviamo a fare penosi distinguo fra parte buona e cattiva della curva. Non è evidentemente questione di colori, visto che ogni domenica parliamo di episodi simili in tutta Italia. Se parliamo di questo quarto di finale di Champions League è perchè tutta Europa si è resa conto di cosa ormai significhi il calcio da noi. Solo un fenomeno di costume, una valvola di sfogo, carne da processi televisivi, una merda.2. Non è più un problema di polizia, evidentemente, anche se i demagoghi da corsivo, che magari non entrano in uno stadio da decenni, pensano che sia un problema di controlli. Che penosa cazzata. Una cinquantina di entrate, una media di quindici secondi a controllo (con la solita limitazione femminile: una donna può essere perquisita in un certo modo solo da una poliziotta donna), gente che incomincia ad arrivare due ore prima dell'evento (in realtà non è più così, tutto è concentrato verso l'orario di inizio): questi i dati del problema. 2 ore moltiplicate per 50 entrate moltiplicate per 60 minuti moltiplicati per 60 secondi: fanno 360mila 'secondi-controllo' ottimisticamente, ma davvero molto ottimisticamente, a disposizione, ipotizzando di avere agenti preposti al compito ad ogni entrata. Entrata da cui si entra, lo ricordiamo, uno alla volta. Dividiamo per 15 secondi, tempo minimo di perquisizione, ipotizzando che gli agenti vadano al ritmo di un operaio cinese. Avremo 24mila persone teoricamente controllabili, meno di un terzo del totale di uno stadio come San Siro. Ma la realtà dice che anche per una partita ad altissimo rischio (e ieri non era questo il caso) non si riesce a perquisire realmente più di 5mila soggetti. Proviamo a far entrare le persone il giorno prima...3. Lasciamo perdere gli ultras, dicevamo, che vanno criminalizzati solo quando sono criminali, come tutti. Non capiamo l'essere ultras proprio alla base, cioè perchè ci sia bisogno di mettersi in gruppo per guardare insieme (e male, malissimo) una partita. Evidentemente dello sport non frega niente, e non c'è bisogno di scomodare la sociologia e la psicologia per parlare, con la solita nostra competenza da treno, di bisogno di aggregazione, identificazione, transfert. Tutte cose che non sono nate ieri sera, e di cui riparleremo appena ci allontaneremo dalla cronaca nera e potremo metterla sul piano culturale. La cosa vomitevole di ieri sera è stata la reazione di buona parte del pubblico normale, quando Dida è stato colpito dal fumogeno. Risate, nella migliore delle ipotesi. Esultanza, in quella media. Cori e grida di scherno, nella peggiore. Questo era il pubblico normale, del secondo anello, di fianco alla tribuna stampa, che urlava il peggio possibile senza nessun freno. Non tutti, ma vogliamo dire un terzo dei presenti? In linea con i dementi che esultarono quando lo speaker dell'Olimpico annunciò che Frisk era stato ferito, questi di San Siro meritano i tre turni, o l'anno, o quello che sarà, di squalifica come i lanciatori, che almeno avevano un progetto ben preciso. Ma non leggeremo su nessun quotidiano, tantomeno su nessun quotidiano milanese, editoriali del genere 'il problema è la gente normale'. I giornali vanno venduti, e in fondo allo stadio Mario Rossi si deve pur sfogare...

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