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28 aprile 2005

 

Chinatown/1 Illegalità ed esasperazione

Su Via Paolo sarpi ci sarebbero da dire molte cose. Gli abitanti della Chinatown milanese sono esasperati, la situazione è insostenibile. Iniziamo con un pezzo di G.Schiavi apparso sul Corriere Milano del25 Aprile 2005.

L’assedio dei grossisti nella zona Paolo Sarpi-Canonica, Bramante peggiora di giorno in giorno. Assieme alla vivibilità di un quartiere che ha sempre affascinato per il suo melting pot, la sua dimensione di paese, il suo chiamarsi Chinatown ma essere milanesissimo nella memoria storica, la sua posizione centrale e insieme periferica. Il cantautore (ma per chi scrive è un grande poeta) Roberto Vecchioni ne parla con struggente nostalgia: ma anche lui da lì se n’è andato quando la fatica di viverci è diventata insostenibile. I problemi non sono nuovi, ma negli ultimi mesi hanno subito un’accelerazione. Negativa. Via Paolo Sarpi, da strada dello shopping è diventata il mercato all’ingrosso dei commercianti cinesi. Tutti i negozi ormai sono magazzini per il carico e lo scarico delle merci. Una questione che il comitato di cittadini che si batte per la vivibilità del quartiere ha più volte sollevato, anche con manifestazioni pubbliche, ma senza trovare, evidentemente, troppo ascolto. Tutto questo è diventato anche argomento di scontro politico, sui controlli dei vigili e sul piano orario del carico- scarico delle merci. Noi possiamo aggiungere che aumentano a questa rubrica le segnalazioni e le proteste per: inquinamento, rumore, sporcizia, traffico caotico, marciapiedi inutilizzabili per i pedoni, scomparsa dei negozi tradizionali. Ce n’è abbastanza per un interessamento reale, e per esaminare alcune delle proposte migliorative. Una è quella della pedonalizzazione. Come suggerisce qualcuno potrebbe essere la strada giusta per spostare i magazzini in una zona più adatta, in periferia, per restituire a via Paolo Sarpi quell’identità che il commercio all’ingrosso le ha tolto. L’altra è quella di un’adozione. Avete letto bene. Via Paolo Sarpi è una via da salvare dal degrado e dal caos: un gruppo di cittadini, un’associazione, un comitato potrebbero, con il supporto del Comune, diventare i custodi della strada. Una rinascita affidata a un nuovo piano commerciale e all’entusiasmo dei cittadini che non accettano questo suk. In pochi mesi abbiamo visto nascere Milano extrapulita e il Movimento dei trenta-quarantenni: hanno idee, progetti, buona volontà. Se si mettessero assieme per via Paolo Sarpi gli effetti potrebbero essere positivi, anche per il Comune. Finché è possibile, è meglio non esasperare i toni. La Chinatown milanese è la più grande d’Italia: nell’interesse di tutti, anche della comunità cinese, è importante trovare forme di collaborazione.

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