27 aprile 2005
Blog/1 I trentenni bloggano...
I trentenni milanesi bloggano, riflettono, si indignano. E voi?
FONTE: www.vivimilano.it gennaio 2005
Oltre 200 giovani per chiedere più verde, spazi e qualità della vita
In Galleria nasce il movimento dei trentenni
La generazione dei «sempre di corsa» si ferma a discutere. «Le critiche non bastano, ora facciamo sentire le nostre proposte»
Un momento dell'incontro dei trenta-quarantenni in Galleria (Fotogramma)In duecento e più in Galleria Vittorio Emanuele. Con uno slogan: «Criticare solo non serve a nulla, bisogna fare proposte concrete per il rilancio della città». Dopo un mese di dibattiti virtuali, i trenta-quarantenni ieri hanno invaso piazza Duomo. Si sono disposti in cerchio, uno di fianco all’altro. Tutti in piedi nel Salotto di Milano, ormai diventato quasi esclusivamente un luogo di passaggio per turisti o lavoratori dal passo frettoloso.È stata la loro domenica. Dallo scambio di email, i trenta-quarantenni sono passati al confronto reale. Finora i contatti erano stati online, sul blog www.bloggers.it/viveremilano/, nato per iniziativa di Cesare Fracca, l’imprenditore 38enne che a metà dicembre aveva scritto una lettera-sfogo al Corriere, in cui invitava i coetanei a dire basta al disinteresse per la vita cittadina. L’appello l’avevano raccolto subito in centinaia, così hanno deciso di darsi appuntamento per parlare e progettare un manifesto in cui racchiudere idee per migliorare la vivibilità di Milano: «È un modo per salire sul vagone dell’impegno civile per una città che può e deve rinascere».È, dunque, il loro primo raduno. Arrivano puntuali alle 10. Alla spicciolata. Praticamente nessuno si conosce ma tutti, per farsi distinguere, indossano qualcosa di arancione, il colore scelto per rappresentare una generazione decisa a non stare più solo a guardare: chi porta una sciarpa, chi un cappello, chi addirittura un pullover o un paio di calzoni. È un incontro informale: per parlare basta fare un passo avanti, presentarsi e esprimere a ruota libera le proprie idee. I problemi di Milano sono elencati a uno a uno: smog, mancanza di spazi verdi, mezzi pubblici insufficienti, marciapiedi sporchi, graffiti ovunque, troppo traffico, prezzi alle stelle...
Un momento dell'incontro dei trenta-quarantenni in Galleria (foto inviata dal lettore Mauro Oronzo)Gli interventi si susseguono a ritmo serrato. «Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per Milano — osserva Andrea Scozzesi, 39 anni, pubblicitario —. L’importante è cominciare a interessarsi alla città, in nome della sua vivibilità. Basta, per esempio, tagliare alberi per far posto ai box sotterranei». Laura Sona, 35 anni, è andata alla riunione con sua figlia: «Mi sono presentata in Galleria — spiega — perché Milano non è una metropoli a misura di bambino: gli spazi verdi sono troppo pochi e spesso trascurati». Nessuno vuole, però, che l’incontro si trasformi in un elenco di lamentele: «Lo scopo al contrario — dicono in molti — è formulare una serie di proposte realizzabili». È nato, insomma, un movimento spontaneo, trasversale e apartitico. Tra la folla si intravedono anche esponenti politici come l’assessore agli Eventi Giovanni Bozzetti e il coordinatore milanese dei Ds, Pierfrancesco Majorino: ma il loro ruolo è, per una volta, soprattutto quello di spettatori. «Dobbiamo suggerire a chi amministra la città soluzioni, magari a portata di mano, ma inspiegabilmente non ancora adottate — ribadisce Andrea Carbone, 27 anni, consulente d’azienda —. L’idea di aggregarsi può risultare vincente».Dopo due ore e mezzo di scambi d’opinione, il cerchio si scioglie. Quasi nessuno, però, si allontana senza avere chiesto un indirizzo, un numero di telefono, la data del prossimo incontro. «Adesso dobbiamo andare avanti. Entro un mese organizzeremo un’altra assemblea — afferma Fracca —. Magari in un quartiere di periferia. Sempre all’aperto. Nel frattempo continueremo a tenerci in contatto sul blog: è arrivato il momento di coinvolgere il numero più grande possibile di nostri coetanei. Per riuscire, tutti insieme, a dire "Ci siamo anche noi"».
FONTE: www.vivimilano.it gennaio 2005
Oltre 200 giovani per chiedere più verde, spazi e qualità della vita
In Galleria nasce il movimento dei trentenni
La generazione dei «sempre di corsa» si ferma a discutere. «Le critiche non bastano, ora facciamo sentire le nostre proposte»
Un momento dell'incontro dei trenta-quarantenni in Galleria (Fotogramma)In duecento e più in Galleria Vittorio Emanuele. Con uno slogan: «Criticare solo non serve a nulla, bisogna fare proposte concrete per il rilancio della città». Dopo un mese di dibattiti virtuali, i trenta-quarantenni ieri hanno invaso piazza Duomo. Si sono disposti in cerchio, uno di fianco all’altro. Tutti in piedi nel Salotto di Milano, ormai diventato quasi esclusivamente un luogo di passaggio per turisti o lavoratori dal passo frettoloso.È stata la loro domenica. Dallo scambio di email, i trenta-quarantenni sono passati al confronto reale. Finora i contatti erano stati online, sul blog www.bloggers.it/viveremilano/, nato per iniziativa di Cesare Fracca, l’imprenditore 38enne che a metà dicembre aveva scritto una lettera-sfogo al Corriere, in cui invitava i coetanei a dire basta al disinteresse per la vita cittadina. L’appello l’avevano raccolto subito in centinaia, così hanno deciso di darsi appuntamento per parlare e progettare un manifesto in cui racchiudere idee per migliorare la vivibilità di Milano: «È un modo per salire sul vagone dell’impegno civile per una città che può e deve rinascere».È, dunque, il loro primo raduno. Arrivano puntuali alle 10. Alla spicciolata. Praticamente nessuno si conosce ma tutti, per farsi distinguere, indossano qualcosa di arancione, il colore scelto per rappresentare una generazione decisa a non stare più solo a guardare: chi porta una sciarpa, chi un cappello, chi addirittura un pullover o un paio di calzoni. È un incontro informale: per parlare basta fare un passo avanti, presentarsi e esprimere a ruota libera le proprie idee. I problemi di Milano sono elencati a uno a uno: smog, mancanza di spazi verdi, mezzi pubblici insufficienti, marciapiedi sporchi, graffiti ovunque, troppo traffico, prezzi alle stelle...
Un momento dell'incontro dei trenta-quarantenni in Galleria (foto inviata dal lettore Mauro Oronzo)Gli interventi si susseguono a ritmo serrato. «Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per Milano — osserva Andrea Scozzesi, 39 anni, pubblicitario —. L’importante è cominciare a interessarsi alla città, in nome della sua vivibilità. Basta, per esempio, tagliare alberi per far posto ai box sotterranei». Laura Sona, 35 anni, è andata alla riunione con sua figlia: «Mi sono presentata in Galleria — spiega — perché Milano non è una metropoli a misura di bambino: gli spazi verdi sono troppo pochi e spesso trascurati». Nessuno vuole, però, che l’incontro si trasformi in un elenco di lamentele: «Lo scopo al contrario — dicono in molti — è formulare una serie di proposte realizzabili». È nato, insomma, un movimento spontaneo, trasversale e apartitico. Tra la folla si intravedono anche esponenti politici come l’assessore agli Eventi Giovanni Bozzetti e il coordinatore milanese dei Ds, Pierfrancesco Majorino: ma il loro ruolo è, per una volta, soprattutto quello di spettatori. «Dobbiamo suggerire a chi amministra la città soluzioni, magari a portata di mano, ma inspiegabilmente non ancora adottate — ribadisce Andrea Carbone, 27 anni, consulente d’azienda —. L’idea di aggregarsi può risultare vincente».Dopo due ore e mezzo di scambi d’opinione, il cerchio si scioglie. Quasi nessuno, però, si allontana senza avere chiesto un indirizzo, un numero di telefono, la data del prossimo incontro. «Adesso dobbiamo andare avanti. Entro un mese organizzeremo un’altra assemblea — afferma Fracca —. Magari in un quartiere di periferia. Sempre all’aperto. Nel frattempo continueremo a tenerci in contatto sul blog: è arrivato il momento di coinvolgere il numero più grande possibile di nostri coetanei. Per riuscire, tutti insieme, a dire "Ci siamo anche noi"».